33 temerari sopravvissuti dei 180 prenotati,
partono ugualmente dopo la catastrofe dell'11settembre

Ore 07.00 del 27 Novembre 2001.
33 Zarantonello si incontrano all'Aeroporto Malpensa con meta Buenos Aires. Finalmente si parte, il momento tanto atteso è arrivato. Ci imbarchiamo e sembra che i controlli doganali non siano poi così intensi come ci avevano prospettato dopo ciò che è accaduto l'11 Settembre.
Al check-in abbiamo incontrato qualche problema con l'assegnazione dei posti. A causa di continui annullamenti di voli, tratte aeree più che dimezzate i nostri posti sono stati sparpagliati su tutto l'aereo. Con questo primo problema alla partenza penso tra me e me che le cose si mettano male, invece è stato l'unico intoppo che si è verificato in un viaggio a dir poco eccezionale.
Alle 08.00 arrivano i 2 Zarantonello di Roma con la coincidenza e si parte con volo diretto Alitalia.
Dopo 14 ore di viaggio atterriamo a Buenos Aires. Usciamo dall'aeroporto e vediamo in lontananza uno striscione con scritto Benvenido alle Famille Zarantonello e alle due estremità scorgiamo Matteo Z. di Sirmione e Simone Z. di Novellara, mandati in avanscoperta 2 settimane prima per verificare che tutto fosse pronto per la festa e per garantire agli argentini che il nostro arrivo non fosse una bufala ma la verità. Insieme a loro Pino Zarantonello e la moglie che hanno sempre partecipato alle nostre feste in Italia. Sono i nostri referenti, responsabili delle feste in Argentina. Troviamo la nostra guida italiana che ci accompagna all'Hotel in centro città. 2 ore di riposo e poi si parte, visita al mercatino dell'antiquariato, cena e poi un bellissimo spettacolo di Tango Argentino in una meravigliosa Milonga di Buenos Aires. Il mattino seguente visita alla Recoleta, il cimitero monumentale e passeggiata al Caminito. Alla sera c'e chi va a dormire e c'è chi va in giro per mangiare qualcosa, noi con il gruppo dei giovani e dei casinisti dove c'è sempre in mezzo Paolo Z. di Novellara andiamo in una pizzeria italiana.
Il mattino seguente si riparte con l'aereo con meta El Calafate (Patagonia). Purtroppo le condizioni meteo sono avverse e siamo costretti a una fermata di 4 ore in aeroporto finche il tempo cambia e ci danno il consenso al decollo. Dopo 4 ore di volo atterriamo al nuovissimo aeroporto di El Calafate. Come al solito quando arriviamo in gruppo al controllo passaporti c'è l'ilarità generale dei controllori che al 10° passaporto si mettono a ridere e a complimentarsi per l'arrivo di tutte queste persone con lo stesso cognome.
Usciamo dallo stabile e notiamo che non c'è l'ombra di una macchina ma solo il nostro pullman che ci aspetta.
Questo mezzo però è molto strano perchè sul parabrezza monta una copertura in rete metallica. Chiedo spiegazioni all'autista e mi dice che in quelle strade c'è pericolo di caduta sassi e in questo modo vogliono salvaguardare il vetro anteriore del pullman. La temperatura è cambiata siamo circa a +10° e guardandomi in giro vedo che il paesaggio è veramente interessante e provoca una sensazione nuova ai miei occhi.
Mezz'ora di strada e arriviamo nel paese dove si trova l'Hotel El Qjote. Un albergo in stile locale riscaldato così tanto che la notte sono stato costretto a dormire con la finestra aperta. Piccola siesta di 2 ore e poi si riparte e si và a visitare una Estancia, come i locali chiamano le fattorie qui in Patagonia. Durante il tragitto vedo dei paesaggi incontaminati con colori incredibili, il loro ricordo mi fa riprovare quelle sensazioni di completa libertà, mai provate prima.
Questa fattoria dominava un parco naturale grandissimo con una vastità di laghetti, e 11.000 pecore al pascolo per produrre la famosa lana Merinos.
Qui un irlandese ci ha fatto vedere la sua abilità nel tosare le pecore con le tosatrici meccaniche e poi tutti a cena a base di asado di pecora. Lo avevo visto cuocere con il loro metodo, la carne messa a penzoloni sopra le braci ardenti. Abbiamo fatto anche una bellissima scorpacciata di dolci locali a base di latte di pecora e marmellate casalinghe.
Si ritorna in Hotel per il riposo perché l'indomani ci aspetta il ghiacciaio Upsala. Il mattino sveglia presto con una discreta colazione e via, dopo 1 ora di viaggio arriviamo in un piccolo porto che si affaccia sul Lago Argentino dove saliamo a bordo di una motonave e partiamo per il ghiacciaio. Dopo un'ora di navigazione i miei occhi vedono dei piccoli icebergs. Sono i primi di una lunga serie che raggiungeranno anche la dimensione di 100 mt di altezza. Rimaniamo a bocca aperta nel vedere questi grandi ghiaccioli dal colore azzurro cristallino. Finalmente ci appare il ghiacciaio! La motonave si ferma ad una distanza di sicurezza di 700 m. Non ci si può avvicinare di più. Questo ghiacciaio è alto 90 m. fuori acqua e 130 sott'acqua. Lo stupore è totale. Usciamo tutti fuori sul ponte e facciamo la foto ricordo con il ghiacciaio sullo sfondo.
Ritorniamo all'Hotel ed è sera. Piccolo riposino e doccia rigenerante e poi scendiamo tutti per la cena.
Paolo Z. di Novellara lancia l'idea di andare fuori per una passeggiata dopo cena. Chiediamo alla nostra Guida dove si può andare e ci indica un locale dove c'è musica dal vivo. Allora si parte e quasi tutti ci seguono. Entriamo in questo locale. Luce soffusa, musica soft e 2 clienti in un tavolo d'angolo. Ci accaparriamo dei tavoli e ordiniamo da bere. Io mi trovo al lato Ovest del locale mentre Paolo Z. con un altro gruppo di persone al tavolo sul lato Est e ogni tanto ci scambiamo degli sguardi stupiti. Nessuno parla e nessuno canta. Ad un certo punto arrivano 2 personaggi, uno con la chitarra e l'altro con l'abito tipico dei gauchos, ci intrattengono per circa 20 minuti con musica e ballate locali e sinceramente la cosa è un po' noiosa. Intanto il clima inizia a scaldarsi. Fra gli avventori del locale salta fuori un cantante di tango argentino che viene invitato ad esibirsi, ma non viene molto apprezzato da noi italiani.

Finiti gli intrattenimenti il gestore ci fa ascoltare della musica internazionale e Paolo Z. inizia a scaldarsi perché comincia a far saltare il suo tavolino sulle gambe. Ci lanciamo i soliti sguardi e il suo tavolino comincia a fare dei salti da terra di circa 20 cm. Dopo poco, musica latino americana a tutto volume e tutti in pista a ballare. Paolo Z. si impossessa del microfono e il suo tavolino inizia a fare dei balzi di mezzo metro e da lì a poco inizia un gran fracasso. Siamo riusciti a fare un gran casino anche là in fondo ai confini con la Terra del Fuoco e il Polo Sud.

È mezzanotte quando torniamo all'hotel e la temperatura è scesa, ci sono circa 8°, dobbiamo andare a riposare perchè l'indomani ci aspetta la gita al mitico ghiacciaio Perito Moreno. Sveglia presto, tutti sul pullman, il tragitto è lungo. Viaggiamo costeggiando il Lago Argentino e il panorama ci regala sensazioni uniche. Dopo 2 ore di viaggio ci ritroviamo a percorrere uno sterrato per circa 40 km. Trascorsi circa 50 minuti gli Z. mostrano cenni di stanchezza per questo tragitto su questa strada sconnessa ma ad un certo punto di fronte a noi appare in tutta la sua maestosità il Perito Moreno. Vi assicuro che per qualche secondo la mente si è svuotata di qualsiasi pensiero. Una scenario mai visto è stato il commento di tutti. Scesi dal pullman, passeggiando su passerelle panoramiche, siamo potuti arrivare a circa 100 m. di distanza, godendo anche dello spettacolo di pareti di ghiaccio che si staccavano, facendo un gran rumore. La sosta dura 2 ore ma gli Z. non vogliono ripartire. Le sensazioni che questo posto regala non si potranno provare in altre situazioni di vita normale. Ma purtroppo il tempo è tiranno e dobbiamo lasciare il ghiacciaio (e il cuore). CI fermiamo per il pranzo in un altro bellissimo posto. L'albergo si chiama Los Notros, costruito alle spalle della montagna, realizzato interamente in legno, tutte le camere e le vetrate del ristorante hanno la vista sul ghiacciaio. Abbiamo pranzato con questa vista magnifica, il ghiacciaio che fa capolino dalle finestre, gustando una bistecca di churrasco argentino. Rientro a El Calafate e si riparte per Iguazzu dove visiteremo le cascate. Il giorno dopo arriviamo sul versante Argentino delle cascate. Tutto è filato fin troppo liscio fino a questo momento, non ci sono stati intoppi e mi è sembrato strano che nessuno perdesse le valige durante questo viaggio. Qui è capitato! A chi? Ma naturalmente a Paolo Z., lui gli imprevisti li prende sempre con filosofia. Siamo passati da 8° della Patagonia a 30° di Iguazzu. Visita alle cascate sul versante Argentino e sul versante Brasiliano trascorriamo 2 giorni nell'immensità di queste cascate piene d'acqua, accompagnate da migliaia di arcobaleni. In gruppo noleggiamo anche una barca con un motore potente che ci porta sotto le cascate facendo delle grandi virate e imbarcando delle secchiate d'acqua. Severino Z. di Vicenza che nonostante si fosse coperto con tutte le cerate protettive è riuscito anche lui a bagnarsi sino alle mutande. Il giorno dopo rientriamo a Buenos Aires per proseguire in pullman fino a Rosario dove arriviamo dopo 5 ore. Durante il tragitto Benigno, il nonno del gruppo, il nostro sprintissimo 70enne, durante la sosta all'area di servizio è inciampato e ha sbattuto la faccia sul selciato, lasciando in terra argentina due denti. Siamo accorsi, preoccupati abbiamo chiesto se sentiva dolore, ma la sua risposta è stata che lui è una roccia e che non si ferma di fronte a queste cose. Noi preoccupatissimi volevamo portarlo dal medico ma lui ha rifiutato categoricamente. Non se ne parla nemmeno! Dobbiamo andare a Rosario per la festa. E cosi sia!
E allora via. Si riparte e alle 21 arriviamo a Rosario. Dal pullman vedo alla periferia tante baracche tipo “favelas” brasiliane, notiamo con dispiacere tanta miseria, realtà che ci viene confermata dall'autista.
Cena, una notte di riposo in un bellissimo hotel e al mattino seguente si riparte per Casilda la località della Festa.
È arrivato finalmente il giorno dell'incontro con gli Z. argentini. Sono le 8 del mattino e stiamo percorrendo la statale per Casilda. Lungo la strada le abitazioni si mostrano piuttosto vecchie con i muri scrostati. I borghi che incontriamo sono fatti di poche case a un piano la povertà è sempre più evidente e più ci avviciniamo a Casilda e più c'è il degrado.
Alle 09.00 stiamo entrando a Casilda e Matteo Z. di Sirmione ci indica che siamo nelle vicinanze dell'abitazione di Germano Z. l'argentino che 2 anni fa è venuto a trovarci grazie ai soldi raccolti tramite una borsa di studio degli agricoltori. Tutti cercano di trovare dei segnali che indichino la casa di Germano ma non si vede nulla. Ad un certo punto vediamo sulla sinistra una persona che ci saluta ed è lui che si fa notare sventolando le braccia. Accanto c'è un striscione scritto con la bomboletta spray che riportava il testo: (1° Festa internazionale degli Zarantonello), e qui iniziano i primi brividi di emozione. Il pullman si ferma davanti a casa e le persone del centro abitato colgono questo come un avvenimento storico, non è mai successo che tante persone si fermino a casa di Germano. Siamo tutti ospiti a casa sua, ma dico la verità, qui notiamo una nota di vita molto diversa dalla nostra si colgono segnali evidenti di dignitosa povertà. In una piccola stanza all'ingresso della casa è stato preparato un piccolo rinfresco con dolci di tipo artigianale. Festeggiamo tutti insieme e poi si parte per il centro di Casilda dove il parroco ci aspetta per la cerimonia della messa. Bella chiesa ma spoglia. La messa viene cantata dagli argentini locali e il mitico Pierangelo Z. di Vicenza ad un certo punto attacca con il “Silenzio” che scaturisce dalla sua tromba, che porta sempre con sé. In realtà ha un talento naturale nel simulare la tromba con la bocca e una volta al giorno, se non due, ci fa la sua suonatina insieme ai due fratelli cantanti e casinisti Luciano e Francesco Z. di Cornedo.
A mezzogiorno usciamo dalla Chiesa e in corteo andiamo al municipio dove il sindaco Ruffoni di origine marchigiana ci accoglie nella sala comunale per darci il benvenuto in Paese. Bellissimi discorsi e scambi di benvenuto e noi consegnamo La “Soca”, una radice di 50 cm di una pianta che ci eravamo portati dall'Italia con la targhetta che segnalava la data del nostro passaggio in quella città argentina. Questo è il nostro simbolo che con le sue radici rappresenta la famiglia. Tutti sul pullman e prima di andare a pranzo andiamo a fare un sopralluogo anche al cimitero dove ci sono i nonni di Germano e le prime famiglie di emigranti Z. che sono arrivate qui. Poi tutti al pranzo. Arriviamo alla scuola agraria di Casilda e ad accoglierci troviamo i Gauchos a cavallo con le bandiere italiane che sventolano e scortano il pullman fin dentro il parco della scuola agraria. Vi devo confessare che tutti hanno avuto dei momenti di emozione incredibile nel vedere il corteo che ci precedeva.
All'interno del parco troviamo circa 150 argentini che ci aspettano. Hanno preparato le le tavole apparecchiate. Fa la sua apparizione l'asado la carne di manzo alla griglia, circa 3 q.li di carne su una montagna di braci ardenti. La giornata è trascorsa a chiacchierare e ricordare i nostri emigranti, spettacoli di musica e di Tango Argentino e gli intrecci che i gauchos facevano con i loro cavalli. Abbiamo trascorso una bellissima giornata all'insegna dello spirito familiare che qui più che da noi le famiglie portano nei loro animi. Purtroppo è quasi sera e dobbiamo partire per Buenos Aires dove ci aspetta l'aereo per il rimpatrio. Concludo con una considerazione personale: ritengo di aver viaggiato parecchio, ho visto varie zone del mondo ma un paesaggio cosi bello come l'Argentina e specialmente la Patagonia non l'avevo mai visto e la compagnia di questi magnifici e temerari Zarantonello ha reso questo viaggio ancora più interessante. Lascerà una traccia indelebile nei cuori di tutte le persone che hanno partecipato e lo racconteranno ai figli dei figli perché una rimpatriata così ben riuscita non si è mai verificata.

Gianfranco Z. Sirmione (BS)

 
 
 
 
 

1° GIORNO 27 ottobre - Ore 19.00 Carichi di valige, valigine e valigette siamo pronti alla partenza… Milano Malpensa… Ma sarà il Terminal 1 o 2???? 1° intoppo…
Comunque riusciamo ad individuare la destinazione, ma ci avviamo verso il 2° intoppo: l'addetto al check in non capisce più niente… Ma quanti Zarantonello siete??? Ben 33. Anche il computer si mette a fare le bizze e ci ritroviamo bloccati per un guasto tecnico. Riusciamo a superare anche questo blocco e finalmente si parte: ore 20 e 50, orario perfetto!

2° GIORNO 28 ottobre - Ore 06.50 Arrivo all'aeroporto di Ezeiza, Buenos Aires, che spettacolo! Prendiamo le valige e ce ne usciamo verso una “mandria” di persone che aspettano proprio noi! Eh no, eccoli… Matteo e Simone, in solitaria, che ci attendono con un cartello, molto carino invero… Eh Pino dov'è??? Momentaneamente sparito, riemerge dopo due minuti in mezzo ad una moltitudine di persone che si bacia e si abbraccia; eccolo, con un mazzo di fiori per tutte le donne Zarantonello, proprio come se la sera prima fosse stato in piedi fino alle due ad annodare bigliettini a mazzolini di fiori per tutte noi. Arriva anche Leonora, il vero mito della famiglia, sempre sorridente… Siamo in Argentina!!!
Finalmente ci accorgiamo anche che c'è qualcun altro ad attenderci: Chiara, la nostra mitica accompagnatrice, che era rimasta momentaneamente stranita, rimanendo lì col suo triste cartello che recitava “Zarantonello” e vedendosi saltare via come un piccola diga da un fiume in piena, domandandosi cosa mai stava succedendo; ha imparato poi a conoscere gli Zarantonello! Ci accingiamo al trasferimento all'American Tower Hotel di Buenos Aires, dove, lasciati i bagagli cominciamo a vagare come disperati per la città, sotto una grigia pioggerellina; in fondo abbiamo fatto solo 14 ore di aereo. Finiamo a berci il caffè nel bar di uno degli hotel più belli della città, ovviamente dipinto da Pino!

Ore 11.30 Partenza per un tour della città… Piove! Comunque Buenos Aires è carina, sembra un incrocio tra una vecchia signora e un'elegante attrice degli anni '50. Non sembra una cosmopolita città così grande, ma chi ha fatto il “Pino's tour” assicura il contrario.
Pranzo all'Happening dove possiamo gustare il nostro primo chorizo; a carne argentina è veramente muy linda, anche perché dopo una camminata di un'ora e mezza, dalla Casa Rosada (dipinta per ben 2 volte dal papà di Pino) al quartiere della Boca, la fame è proprio tanta.
Dopo pranzo un bel giro in pullman per il Quartiere Palermo, fino alla Recoleta, dove qualche ardito si inoltra fino alla tomba di Evita Peron. Io mi fermo all'ingresso, anche perché in fondo è un ammasso di tombe… e piove da maledetti!

Ore 20.00 Dopo poche ore siamo di nuovo a cena ed è di nuovo un'abbuffata … non se ne può più di mangiare! Dopo cena un salto al Vejo Almacer a vedere lo spettacolo di tango: entusiasta della morocha, Dario comincia veramente ad esaltarsi; altra persona vigile e presente è Simone che ha finalmente deciso cosa farà nella vita … il ballerino di tango. A parte Federica che avrà scatrtato 3 rullini di foto, circa il 70% di noi sta dormendo … sarà il fuso o i “Carlitos”? Comunque alla fine si va tutti a nanna!

3° GIORNO 29 ottobre - Ore 07.00 Sveglia all'alba per il trasferimento in aeroporto e un altro aereo, ma questa volta dall'aviolinea Argentina. E' stata dura, ma ci siamo tutti.
Sfortuna vuole che il brutto tempo ci segrega a terra per un paio d'ore… la Patagonia dovrà attendere gli Zarantonello!

Ore 11.20 Siamo pronti a partire… destinazione El Calafate: dopo l'aereo del volo intercontinentale questo sembra un piccolo moscerino in balia delle correnti … e che vuoti! E' stata dura ma ce la abbiamo fatta! Dopo 4 ore arriviamo in Patagonia, una terra splendida dal fascino notevole; sembra che la steppa non finisca mai e il lago Argentino ci lascia a bocca aperta con il suo colore azzurro intenso: dicono che sono le particelle sospese nell'acqua che danno questa tonalità… encantada!
Andiamo in hotel per lasciare le valige… hotel El Quijote … muy lindo! Sembra una casa di montagna delle bambole a grandezza uomo.

Ore 17.30 Partenza per la fattoria El Galpon, una delle più grandi fattorie della Patagonia, dove ci abbuffiamo con i dolci locali… una torta con il douce de leche very good e una marmellata di calafate che non sapevamo nemmeno cosa fosse, prima d'oggi… una bacca.
Ci mostrano la tosatura delle pecore … povera bestia, se ne esce tutta nuda; in compenso il pecoraros vale per l'occhio… Ci fanno vedere come i cani governano le pecore… uno spettacolo quantomeno singolare, visto che uno dei cani (si dice da pastore, anche se si tratta di pecore patagoniche?) aveva solo 3 gambe e faceva un po' pena, a dire il vero; il culmine è stato quando Benigno, il nostro “nonno nazionale” ha deciso di farsi un giro in mezzo a loro, creando lo scompiglio generale.
Comunque ce l'abbiamo fatta!
Prima di cena ci fanno fare una bella passeggiata lungo le rive del lago Argentino, anche perché non avremmo mai potuto affrontare il tipico “asado patagonico” di pecora prima di aver digerito le tipiche “torte patagoniche”. La fame comunque non è mancata tanto che il nostro caro paolino si è fatto il tris di ogni portata.
Si ritorna a casa; giretto per la cittadina di El Calafate per noi baldi giovani per vedere le vetrine e si finisce in una birreria muy linda dove troviamo un altro bello… quanta grazia oggi!
A proposito: Maria Grazia sta dando i primi segni di cedimento e Paolo è già bloccato con la schiena e vive di Aulin e Muscoril… Ma ce la faremo!

Ore 22.30 Nanna che domani è un altro giorno!

4° GIORNO 30 ottobre - Ore 07.00 Sveglia muy dura, ma noi siamo più duri e ce la faremo!

Ore 09.30 Partenza per il ghiacciaio Upsala e la Baia Onelli… e vai, oggi non occorre fare la valigia! Che fortuna!
Si va in pullman fino a Puerto Banderas dove ci attende la motonave e risaliamo il braccio Upsala del lago Argentino verso il ghiacciaio, in mezzo agli Iceberg. All'inizio ci sentiamo un po' come Di Caprio sul Titanic, ma poi rimaniamo incantati dalla bellezza del posto… splendido! Il ghiaccio ha dei magnifici colori che vanno dall'azzurro al blu intenso.

Ore 13.00 Sbarchiamo a Baia Onelli per il pranzo e cosa si mangia? Ma chorizo, naturalmente! Pranzo a tempo di record, praticamente 2 minuti a portata e poi partenza per la baia, con una passeggiata in mezzo al parco naturale fino a sbucare in una radura pietrosa piena di iceberg … sembra proprio un paesaggio lunare … rimaniamo senza parole.
Ritorno col catamarano verso il porto di partenza e si va tutti a letto, perché va bene che siamo Zarantonello, ma il fisico dopo un po' comincia a dare segni di cedimento.
Comunque non ho detto che il ghiacciaio Upsala è il più grande di tutto l'emisfero sud per estensione, 695 kmq; purtroppo non ci possiamo avvicinare più di tanto perché, essendo il ghiacciaio sospeso sull'acqua è muy peligroso.

Ore 18.30 Rientro all'Hotel El Quijote e spese pazze fino alle otto. Siamo finalmente riusciti a portare Maria Grazia nella Boutique più in di El Calafate e a farle comprare mezzo negozio … al rientro suo marito vorrà il divorzio.
Dopo cena si va tutti, o meglio i sopravvissuti, al Don Diego de la noche ad ascoltare tipica musica patagonica con ballerino cui si aggiunge anche il nostro Pablito che, dopo l'ennesima puntura, sembra rinato. E poi si balla … ottima prestazione di Gian e Susi, dopo di che diventiamo la nuova attrazione della serata.
Sempre e comunque grandissima Chiara, la nostra accompagnatrice che si spacca in due per organizzarci le serate pur trovandosi poi la metà della gente che si addormenta …

Ore 24.30 Rientro in albergo… Ma ce la faremo!

5° GIORNO 31 ottobre - Ore 07.00 Sveglia … ed è un nuovo giorno!
Oggi si va al Perrito Moreno, il ghiacciaio più spettacolare del mondo. Ho un fronte di 30 m di altezza e ci troviamo, dopo 78 km di pullman proprio lì di fronte. E' splendido! Sembra sia vivo; è un fiume di ghiaccio che scende fino al lago Argentino, isolando il Brazo Rico dal resto del lago.
Rimaniamo per quasi due ore incantati di fronte a questo spettacolo stupendo. Ogni tanto si sentono forti botti, e cadono dei pezzi dal fronte del ghiacciaio. La rottura più bella è stata un'implosione del ghiacciaio appena dietro la fronte. … senza parole!
Pranzo al ristorante Los Nosotros … posto splendido con vista sul ghiacciaio. Mangiamo ancora molto bene … Ma quanto saremo ingrassati? E' meglio non pensarci!
E' comunque passato un altro giorno senza Pino: Matteo e Simone ricominciano ad avere una parvenza di normalità.

Ore 18.50 Dopo aver salutato El Calafate e aver ripreso le valigie siamo pronti per un altro aereo. Due ore e quaranta e siamo di nuovo a Buenos Aires, nella Capital Federal. Il tempo di una doccia e siamo di nuovo in giro per le vie della metropoli. Questa notte si festeggia Hallowen ma la fame impera e puntiamo su una pizzeria. Non sembra una gran scelta, ma dopo 2 minuti che siamo seduti … un miraggio … il nostro Robi Baggio in televisione: Brescia Venezia … un mito! La pizza è comunque buona e anche stasera si mangia.
Ah, dimenticavo la fantastica figura di Federica … della serie facciamoci riconoscere anche in Argentina! Arriviamo in albergo, all'American's Tower e ci dirigiamo con passo lesto verso le nostre camere; spedisco la sorellina a farsi la doccia e intanto recupero le valige. Devo fare 2 mini rampe di 6 scalini ciascuna per arrivare all'ascensore, con le valige che pesano un accidente. Arrivo trafelata e chi mi vedo uscire? Federica e ovviamente abbiamo sbagliato ala dell'albergo. E che ti fa la tortellina? Si gira verso due piloti di aereo che stavano aspettando l'ascensore per raggiungere le loro camere e, con la sua solita faccetta persa, cosa gli domanda? “Room 208?” Al che io e Susi, che nel frattempo è arrivata ci guardiamo in faccia e ci domandiamo: ma è deficiente? Uno dei due gentilissimi piloti, al quanto imbarazzato cerca di farle capire che non è il facchino, indicando prima l'aquila sul taschino e poi il cappello appoggiato sul trolly … Ma come faccio io che sono un tale genio ad avere una sorella così svanita?
Comunque, ce la possiamo fare!
Mangiamo in hotel, chiaccherata al bar e nanna … sono le 2.00! Ma domattina si dorme fino alle nove. Laku noche!

6° GIORNO 01 novembre - Ore 09.00 Sveglia … oggi è il giorno di tutti i Santi. Colazione e si riparte… ci aspetta l'aereo per Iguazù, alle Cataratas… Sarà uno spettacolo!

Ore 11.15 Dopo un'ora di attesa in aeroporto siamo pronti per ripartire e alle 01.50 siamo a destinazione.
All'aeroporto non arriva la valigia di Paolo … Graziella cerca di contenere la situazione ma è critica … sono andati persi tutti i vasetti di pesto per Germano!
Con un'ora di ritardo lasciamo l'aeroporto per le cascate … in albergo andremo più tardi. Ed è veramente uno spettacolo … il più grandioso che abbia mai visto … E' una massa di acqua spettacolare. Le copiose piogge di quest'anno, che vicino a Buenos Aires hanno provocato inondazioni, fanno sì che la portata sia davvero eccezionale. Muy encantados! Oltrepassiamo la prima curva e ci troviamo di fronte a due archi di cascate, quelle argentine e quelle brasiliane … meraviglioso. Di fronte a noi la cascata più alta, quella di Saint Martin, ma la più spettacolare è quella appena più bassa, la cascata di Bosetti … Ma cos'è il Niagara? Una passerella ci porta proprio fin sotto alla cascata … ed è una lavata. Tutti sembrano impazzire; sarà il caldo? Sembriamo tutti bambini; il più bello è sicuramente Benigno, che sembra un piccolo pulcino bagnato… uno splendore!
A questo punto ci dividiamo: c'è chi va sul gommone che discende le rapide del fiume e chi si fa la passeggiata naturalistica. Il gommone non lo posso raccontare perché il mio stomaco non mi permetteva la presenza, ma chi c'è stato ha detto che è stato muy divertente; ma la passeggiata è stata splendida: che spettacolo questa vegetazione rigogliosa e lussureggiante. Il caldo e l'umidità sono notevoli, soprattutto pensando che ieri eravamo sui ghiacciai della Patagonia.
Gli uccellini che vediamo in mezzo alle piante sono bellissimi, e avvistiamo il nostro primo tucano … è splendido, con un becco dai colori davvero impressionanti!
Tutto wonderful!

Ore 19.00 Arrivo in hotel e doccia, come se di acqua non ne avessimo presa abbastanza.
Cena in hotel e il programma prevede le ballerine obaoba … ma non ce n'è più per nessuno; siamo tutti stanchissimi … sarà che ci siamo alzati troppo tardi e abbiamo dormito troppo? Ferito della giornata è Simone che è stato ferito da un puma che stava facendo il bagno sul fiume Iguazù… Scherzo, comunque ha una bella abrasione sul fianco sinistro … Ma ce la faremo … Buona notte.

7° GIORNO 02 novembre - Ore 07.15 Sveglia … E' un altro giorno!
Fortunatamente è una giornata splendida … oggi torniamo alla cascata; oltrepassiamo la frontiera argentina e siamo in Brasile. Qui dicono che gli argentini hanno le Cataratas e i brasiliani la vista … ed è proprio vero; dal lato brasiliano le Cataratas sono ancora più belle! Si vede tutto l'arco delle cascate argentine e ci inoltriamo in una parte che ieri non riuscivamo a vedere … El Gargante del Diablo, la gola del diavolo. Gli indios guaranì, primi abitanti di questa zona lussureggiante che è l'ultima propaggine della foresta del Mato Grosso, pensavano che sotto questa cascata, dalle dimensioni impressionanti, vivesse el diablo … chissà … comunque è spettacolare!
Vediamo la cascatella dove hanno girato il film “Mission”, veramente piccola rispetto alla grandiosità dell'arco delle cascate di Iguazù. Quanta acqua.
Un ascensore appeso alla parete rocciosa ci riporta a ground zero … e si riparte. Pullman fino all'aeroporto ed è l'ultima tratta interna, fino a Buenos Aires, dove ci attendono altre 4 ore di pullman fino a Rosario … ormai anche i più forti di noi cominciano a dare i primi segni di cedimento. Ma nella capitale ci aspettano il mitico Pino e la nostra Leonor … verranno con noi a Rosario e domani sarà festa per tutti a Casilda …Quante emozioni negli ultimi giorni, ma ce la possiamo fare …

8° GIORNO 03 novembre - Ore 08.00 Una bella dormita e siamo di nuovo in piedi … solo mezz'ora di pullman ci divide dagli Zarantonello argentini e da Casilda. Oggi è una giornata di festa.
Ieri sera ci siamo incontrati con Germano per l'ultimo summit sull'organizzazione della giornata … Armi e bagagli e siamo pronti; questa è la nostra ultima giornata in Argentina.
Arriviamo a casa di Germano dove ci aspetta tutta la famiglia; ci viene offerto un rinfresco sull'aia della fattoria ed ecco il solito mate.

Ore 10.30 Messa nella Chiesa di Casilda … “in siglo de siglo, amen” … la messa è in spagnolo, bellissima. Ottima prestazione del coro, con una versione rivisitata di “viva la gente” … ma è un canto di chiesa? Tanto il prete non capisce una parola di italiano! Ottima prestazione anche del “Tromba” che suona il silenzio … ma non troppo, altrimenti ci addormentiamo.
Dopo la messa veniamo accolti dal sindaco nella sala comunale, dove lasciamo la nostra mitica socca, ormai segno immancabile dei nostri raduni … meno male, aveva davvero un odore terribile ed è un sacco di giorni che ce la portiamo appresso.
Visita al cimitero, perché pare che qui sia tradizione e poi via, verso la scuola agricola di Casilda, dove hanno preparato una splendida festa. Ci attendono i gaucho a cavallo, che si esibiscono per noi in varie acrobazie nel parco della scuola. In un angolo stanno cucinando uno splendido asado … veramente ottimo, assicurato.
Hanno disposto una serie di tavoli sotto le piante; sono in 120 gli Zarantonello argentini che ci aspettano; alcuni li ho conosciuti tramite e-mail ed è bello conoscerli di persona.
E la festa continua … Gemano ha organizzato qualcosa di veramente splendido e noi ci godiamo la giornata. C'è uno spettacolo di tango argentino con dei ballerini davvero bravi; il più giovane tra i ballerini è proprio uno Zarantonello … un grande!
E si balla … musica, empanadas, asado e buon vino … è proprio una magnifica festa, un raduno di Zarantonello che vivono ai due capi del mondo.
Rientriamo in albergo alle 9.00 davvero distrutti, ma ne è valsa la pena; è stata una giornata splendida e ricca di emozioni, ma domani ci aspetta una giornata di viaggio per tornare in Italia … Che tristezza … ma ce la possiamo fare!

9° GIORNO 04 novembre - Ore 06.00 Sveglia, oggi sarà una giornata dura, il giorno del rientro.
Facciamo colazione e ci aspettano 4 ore di pullman fino a Buenos Aires, dove, all'Aeroporto internazionale di Ezeiza, ci aspetta il volo Alitalia per Milano.

Si torna a casa … E' stato un viaggio pieno di emozioni; abbiamo visto tante cose splendide e ora ci apprestiamo a lasciare questo paese che è economicamente distrutto, ma mantiene lo splendido candore di un bambino che sta imparando a camminare.
Arrivederci Argentina; arrivederci Patagonia, Cataratas, tucani, Recoleta; arrivederci Pino e Leonor, arrivederci Germano e Zarantonello di questa splendida terra … Grazie per l'ospitalità.

Vi porteremo sempre nel cuore!

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